ALBERTO ANGELA, LA BELLEZZA CI SALVERÀ

Continua la battaglia a colpi di cultura di Alberto Angela e Ulisse, il piacere della scoperta contro i mostri sacri del trash televisivo in prima serata. 

Alberto Angela. Fotografia di Barbara Ledda (www.barbaraledda.it).

Non staremo qui a snocciolare confronti con gli altri programmi in prima serata. Per noi, Alberto Angela vince sempre e comunque.

In un panorama televisivo dominato dalla convinzione che l’unica cosa che si possa offrire al “popolino” è l’intrattenimento leggero, convinto che la classe media non abbia altri interessi che vedere dei vip o presunti tali rinchiusi in case, isole, resort dell’amore e chi più trash ha più ne metta, Alberto Angela bussa delicatamente alle nostre porte. Armato solo del suo sapere e del suo modo semplice e diretto di raccontare meravigliose storie che ti incollano allo schermo per saperne sempre di più.

Il cervello respira, gli occhi si riempiono di bellezza e di quel fermento culturale, artistico, scientifico e storico che per secoli abbiamo coltivato e che oggi troppo spesso dimentichiamo, bombardati come siamo da facili distrazioni.

“Notti magiche”

“Nel servizio pubblico ci devono essere cultura e qualità. E il fatto che siano in quel giorno e in quella fascia oraria è un bel segnale per tutti”.

È così che Alberto Angela commenta l’esordio di Ulisse, il piacere della scoperta in prima serata. Una stagione che inizia subito dopo la messa in onda di un’altro riuscitissimo format, la saga dei Una notte a… che quest’anno aveva come protagonista Pompei e che ha fatto registrare il 22 settembre ascolti impressionanti.

Con Ulisse Alberto Angela ci propone 5 altre serate di cultura, arte e storia.

Il primo appuntamento è niente di meno che con la Cappella Sistina, ripresa anch’essa di notte, avvolta dal silenzio e della tranquillità. Un silenzio surreale per chi ha visto almeno una volta la Cappella, e sa che tutto può aspettarsi sotto quel soffitto tranne che il silenzio, viste le centinaia e migliaia di persone che la visitano ogni giorno. Questa volta possiamo vederla completamente vuota, in tutto il suo splendore. Riusciamo a vedere persino il pavimento (cosa quasi impossibile in un normale giorno da turisti) e ad innalzarci con immaginarie impalcature fino a toccare i meravigliosi affreschi di Michelangelo, fino a vedere i grumi di colore e le pennellate del maestro del Cinquecento. Sapere e passione, che si mescolano alla perfezione delle ricostruzioni digitali e al talento degli attori che prestano voce e presenza per far rivivere i protagonisti della storia, come Giancarlo Giannini e Gigi Proietti.

La seconda puntata è dedicata a Cleopatra, la regina d’Egitto e una delle donne più influenti e famose della storia. Puntata per la quale pare siano addirittura stati “sfrattati” Jay-Z e Beyoncé, che non hanno potuto girare il loro video all’interno dell’Anfiteatro perché già occupato da Alberto Angela per le riprese (vivaddio). La terza sarà dedicata al racconto di una delle pagine più buie della storia, il rastrellamento degli Ebrei, e la quarta a all’impero Austro-Ungarico.

Il vero pubblico si costruisce

Oltre alla positività nel portare in prima serata programmi di divulgazione scientifica, cosa più unica che rara non solo in Italia ma anche in Europa, c’è da riflettere sulla grande risposta del pubblico, che fino ad ora ha largamente premiato questa novità. Segno che i telespettatori hanno ancora voglia di vedere prodotti di qualità, di sapere e interrogarsi, se gli viene data la possibilità.

Uno dei pensieri che meglio racchiude questo concetto è quello di Riccardo Falcinelli, nel suo libro Cromorama:

Nel pensiero comune è diffusa l’idea che il pubblico sia qualcosa di dato: sta là fuori e aspetta che gli vengano proposte delle cose da guardare, da ascoltare o da leggere. Questa teoria è così radicata che spesso i demagoghi dell’intrattenimento, per giustificare la cattiva qualità dei loro prodotti, giurano di dare al pubblico quel che il pubblico chiede. In verità le cose non stanno così: il pubblico non sempre sa ciò che vuole e, soprattutto, il vero pubblico si costruisce.

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